UN GRAZIE A CHI CREDE IN NOI, A CHI CI SEGUE, A CHI APPREZZA LA NOSTRA DEDIZIONE ALLA CURA A 360 GRADI: AMIAMO IL NOSTRO LAVORO, AMIAMO I VOSTRI SORRISI E LAVORIAMO SODO PER GARANTIRVI PROFESSIONALITA' E CALORE.
L'ENTUSIASMO E L'ENERGIA ANIMANO IL NOSTRO AGIRE
IN QUESTI MESI VOI CI AVETE CONVINTO ANCORA DI PIU' DEL FATTO CHE INSIEME SIAMO UNA GRANDE FORZA!
MADDALENA , MARZIA, ELEONARA E LETIZIA
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mercoledì 30 gennaio 2019
5000 GRAZIE!
lunedì 28 gennaio 2019
IL DOLORE DELLA SEPARAZIONE
La fine di un amore è davvero un'esperienza molto dolorosa, assimilabile ad un lutto vero e proprio in quanto a morire è un "progetto", muore quel "per sempre" magari tante volte sussurrato e in cui per tanto tempo si è creduto.
Che sia subìta o voluta, la separazione implica una fatica emotiva e psichica che può vedere alternarsi sullo scenario emotivo e relazionale emozioni molto diverse che vanno dalla disperazione, alla rabbia, all'incredulità, al sollievo fino ad arrivare all'accettazione che qualcosa in cui si era tanto creduto è davvero finito.
Questo processo così difficile coinvolge anche i figli: possono accettare il cambiamento, hanno grandi risorse, a patto che gli adulti si comportino da adulti e mantengano una dimensione di protettività genitoriale nonostante la fatica del processo che stanno attraversando da un punto di vista coniugale.
Il non essere più nella mente dell'altro oltre che nella sua vita quotidiana e, viceversa, liberare la propria mente da tutto ciò che riguardava l'altro è forse la fatica maggiore: fare, creare nuovi spazi emotivi e psichici che non vengano vissuti come vuoti ma come occasioni di accogliere nuove passioni e interessi è l'esito di una buona separazione...è un punto di arrivo, ci vuole tempo…
Intanto il vero inizio, dopo la consapevolezza di volersi separare, è comunicarlo ai figli: il COME e il QUANDO fanno davvero la differenza rispetto la capacità di elaborazione dell'evento perciò meritano la massima cura.
Per questo motivo abbiamo pensato di proporvi un incontro con la Dott.ssa Marzia Montinaro (Psicoterapeuta familiare)
per aprire uno spazio di confronto libero e informale in cui poter costruire insieme delle verita' narrabili nonostante il dolore indicibile che i genitori hanno nel cuore, perché mai vorrebbero far soffrire i loro figli.
Vi aspettiamo al primo incontro del Ciclo "Storie facili per comunicazioni difficili"
sabato 26 gennaio 2019
CONTATTO-EMOZIONE-STUPORE
E' STATO TUTTO MOLTO EMOZIONANTE: ASPETTARVI, PREPARARE L'AMBIENTE AL FINE DI OFFRIRE UN'ESPERIENZA PIACEVOLE E PIENA A GRANDI E PICCINI ,
ERAVAMO EMOZIONATE, POSSIAMO DIRLO, E VOI SIETE ARRIVATI PIAN PIANO… ED E' INIZIATA LA MAGIA…
MANI ESPERTE TAGLIANO CON UN FIL DI FERRO LA CRETA DISTRIBUENDOLA TRA DI VOI…
MATERIALI NATURALI ERANO PRONTI A DAR VITA ALLE VOSTRE FANTASIE
E LA MAGIA FATTA DI MANI, GESTI, COMPLICITA' E SORRISI HA AVUTO INIZIO E SPERIAMO CHE NON FINISCA MAI
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"è viscida" |
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complicità |
intreccio d'amore dolcezza infinita |
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più la materia è sconosciuta e oscura più riseviamole la nostra delicatezza
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Ubicazione:
20010 Arluno MI, Italia
DOPPIO APPUNTAMENTO OGGI AL FIlLO DI PERLE🔝
➡️h10.30: inizia il ciclo di incontri "Le perle del sabato mattina", parleremo della gelosia fra fratelli
➡️a partire dalle 15.30 daremo il via al laboratorio con la creta: un'esperienza davvero preziosa!!!
siamo cariche e piene di energia per accogliervi e trascorrere insieme bei momenti!
➡️a partire dalle 15.30 daremo il via al laboratorio con la creta: un'esperienza davvero preziosa!!!
siamo cariche e piene di energia per accogliervi e trascorrere insieme bei momenti!
giovedì 24 gennaio 2019
26 GENNAIO ORE 10.30: GELOSIE TRA FRATELLI
Come si esprime la gelosia tra fratelli? Attraverso quali comportamenti viene messa in atto?
«La gelosia si può esprimere in diversi modi: nella competizione sulla bravura in qualche gioco, nel rimarcare il fatto di possedere un oggetto (“Io ho questa cosa e tu no”), nei litigi che sfociano in spintoni e tirate di capelli o in umiliazioni verbali, ma anche in continui confronti. Un’altra espressione tipica della gelosia tra fratelli è la regressione: nasce il fratellino e la sorellina maggiore improvvisamente non è più capace di mangiare o dormire da sola.
Come si può gestire la gelosia tra fratelli?
Come intervenire?
Quali strategie si possono applicare?
Quali consapevolezza devono essere acquisite da parte dei genitori?
E infine la gelosia tra fratelli può essere considerata una risorsa?
Vi aspettiamo! Sabato mattina, una dolce tisana e un clima informale per confrontarci insieme.
giovedì 17 gennaio 2019
A PICCOLI PASSI: UN NUOVO SPAZIO DEDICATO AI BAMBINI 6-12 MESI
L'IRONIA DEL GINECOLOGO GIUSEPPE BATTAGLIARIN
“Finalmente Potrete Lavorare Fino al Momento
di Partorire”
La normativa della Legge di
Bilancio che dà la possibilità di lavorare sino a due mesi prima del parto
non è piaciuta a Giuseppe Battagliarin, ex primario di
Ginecologia e Ostetricia all’ospedale di Rimini e ora presidente della
Commissione nascita della Regione Emilia-Romagna. Alcuni giorni fa ha scritto
un post sul suo profilo facebook dal sapore ironico in cui analizza la
situazione.
Ecco
il post: “Lavorare fino al parto. A tutte le signore e le ragazze
in attesa di un figlio auguro un sereno ed operoso 2019. Per voi questo anno si
apre all’insegna della conquista di nuove libertà ( o forse di antiche
schiavitù).
Finalmente
potrete lavorare, con l’approvazione formale dell’INPS, fino al momento di
partorire.
Dopo
anni di coercizioni a cui sono state obbligate coloro che vi hanno preceduto
dovendosi assentare dal lavoro al 7° o all’8° mese , per colpa delle inutili
conquiste ottenute dal movimento delle donne e delle lavoratrici, finalmente
potrete lavorare fino all’inizio delle contrazioni del travaglio o alla rottura
delle membrane. Premuratevi però di istruire fin d’ora colleghe e colleghi
perché in seguito non si preoccupino vedendovi cambiare espressione ed
aumentare la frequenza respiratoria per colpa delle contrazioni uterine e
soprattutto non dimenticate di tenere a portata di mano pannoloni per assorbire
il liquido amniotico evitando di trovarvi inondate e fradice nel bel mezzo di
una riunione di lavoro o mentre parlate con un cliente.
Finalmente potete vedere riconosciuta e sancita la vostra innata e fisiologica capacità di essere super donne.
Del resto cosa volete che sia per una donna al nono mese di gravidanza
alzarsi il mattino alle 7 ( per le più fortunate) preparare la colazione per la
famiglia, pensare al pranzo e alla cena, vestirsi e truccarsi, prendere l’auto
o il treno, oppure accalcarsi dentro una metropolitana arrivando trafelate al
lavoro, entrare nel proprio ruolo professionale o lavorativo, starci per otto
ore, interrompendolo solo per un panino o per raggiungere la mensa quindi
ritornare a casa ripetendo l’iter di tortura da trasporti, fare la spesa,
cucinare, rassettare la cucina per poi abbattersi sul divano cercando di
riposare mentre il bambino ( come fa tutte le sere dopo cena) ti prende a calci
cercando la via d’uscita. Se poi siete così coraggiose da essere alla seconda
gravidanza a quanto detto dovete “solo” aggiungere anche l’accudimento e la
vestizione dell’altro bimbo, l’accompagnamento a scuola e tutto ciò che gli
necessita fino a quando andrà a letto.
Il
vostro comportamento da super donne deve poi superare piccoli problemi come
l’aumento ponderale che all’ultimo mese è compreso (per le più parche) tra i 9
e i 12 Kg quindi si tratta solo di muoversi e lavorare con uno zaino di quel
peso (posizionato prevalentemente sulla parte anteriore del corpo); una stasi
venosa legata alla vasodilatazione e all’aumento del volume plasmatico ( il
cuore pompa il 25% di sangue in più per i bisogni del bambino rispetto ad una
donna di pari peso non in gravidanza) che verso sera trasforma le caviglie in
un tronchetto informe e fa sentire le gambe come fossero zavorrate; la pancia
al massimo del suo volume urta ovunque e vi impedisce a volte di allacciarvi le
scarpe e non vi fa vedere dove mettete i piedi con il rischio di cadute; se
state supine ( e non ci dovete stare ) vi manca il fiato e avete reflusso
gastrico con relativa pirosi; se state su un fianco il bambino scalcia per cui
il riposo si trasforma spesso in una lotta mentre la testa del bambino comprime
la vescica spingendovi a numerose gite al bagno diurne e notturne.
Lo
sappiamo tutti che siete capaci di farlo ma era proprio necessario sancire come
normale ciò che tutti i dati in nostro possesso, che derivano da una
letteratura immensa e incontestabile, dimostrano che normale non è? Qualcuno
poi vi dirà che in fondo oggi i lavori sono più leggeri e possono essere
comunque svolti senza pericolo. Peccato che si dimentichi lo stress che spesso
vi coglie per dare risposta a tutto ciò che vi viene chiesto che si traduce in
liberazione di cortisone ( incremento della glicemia), adrenalina e noradrenalina
( ipertensione e contrazioni uterine )e così via. Ciò che poi stride con il
rispetto che sarebbe dovuto alla maternità è che la norma suona come un sottile
ed implicito ricatto: “ Ti piacerebbe stare con tuo figlio 5 mesi filati con
uno stipendio garantito ……. si vero? Allora lavora fino all’insorgenza del
travaglio”. Sono stati davvero generosi i legislatori nell’elargire ciò che era
già di vostra proprietà. Una cosa è certa: questa idea non è venuta ad una
donna. So bene come è stata abortita ( non userei mai la parola partorita per
un atto di questo genere).
Da
tempo siete sempre di più artigiane, commercianti, professioniste, stagiste,
tirocinanti, ecc., o cosiddette partite IVA e da tempo vi vedete costrette a
lavorare per vivere fino a quando la testolina del bimbo affiora ai genitali;
da qui qualche sagace onorevole ha pensato che tanto valesse decretare che
lavoro e gravidanza possono coesistere qualunque sia l’epoca di gestazione.
Invece di immaginare che avreste tratto grande giovamento dalla concessione di
un mese in più di congedo retribuito, dopo la nascita del figlio, vi è stato
tolto il diritto di godervi l’ultima parte della gravidanza assaporando il
piacere di prepararvi ad essere madri pur di poter prolungare il periodo di
puerperio di un mese in regime di retribuzione. Preparare il corredino, la
stanzetta per il neonato, frequentare gli incontri di accompagnamento al parto
per entrare nel giusto stato d’animo e fare prevenzione verso tante possibili
anomalie del travaglio-parto per il saggio e dotto legislatore sono cose
inutili poiché voi siete donne moderne e quelle cose d’altri tempi, nel terzo
millennio, sono facilmente realizzabili in metropolitana usando lo smartphone
con l’e-commerce e con la formazione a distanza. Vi sono alcuni dati che vi
riguardano che sono sfuggiti all’estensore dell’articolo di legge: le donne
italiane hanno uno dei più bassi tassi di riproduzione al mondo e uno dei più
alti indici disoccupazione tra i paesi industrializzati. Ciò significa che
avremo quindi eroine obbligate ad un pericoloso super lavoro perché desiderano
una gravidanza mentre la maggior parte delle altre non potranno permettersi un
figlio, pur avendo il tempo di farlo, per mancanza di risorse economiche
essendo disoccupate. Davvero singolare questa norma che vi è stata dedicata per
incrementare la natalità.
So
bene che tutti sosterrano che vi è stata concessa una libertà di cui potrete
anche non usufruire, ma siamo certi che i datori di lavoro o i vostri capi non
daranno di voi un giudizio negativo qualora decideste di stare a casa dal 7°
mese visto che è stata sancito come possibile e normale un regime alternativo?
Purtroppo i vostri legislatori nulla sanno di perinatologia così come nulla
sanno di paternalismo libertario per cui varrebbe la pena di regalare loro
quale strenna per il nuovo anno il libro scritto da Richard Thaler, premio
Nobel per l’Economia 2017, nel quale l’autore sottolinea come lo Stato, a cui
il diritto assegna il ruolo di “ buon padre di famiglia” deve dare una “spinta
gentile” ( in inglese Nudge) per orientare le scelte dei suoi cittadini verso
ciò che con certezza sappiamo essere per loro un bene. Questo decreto non è
stata una spinta gentile è stato uno spintone che può farvi ruzzolare dalle
scale. Non dovete dimenticare un altro aspetto, certamente non secondario, che
il nuovo regime introduce.
Chi dovrà decretare la vostra idoneità a lavorare anche al nono mese
sollevando da ogni responsabilità il pilatesco legislatore sarà un ginecologo.
Già da quando era entrata in vigore la norma che prevedeva la possibilità di
lavorare nell’8° mese molti ginecologi, compreso il sottoscritto, si erano
sentiti a disagio perché al 6° mese dovevano vaticinare che a distanza di due
mesi sareste state in grado di lavorare (perché la burocrazia essendo lenta e
macchinosa pretende che il certificato venga presentato due mesi prima) senza
alcun rischio per la vostra salute. Ora lo dobbiamo certificare a distanza di
tre mesi sapendo che le possibili patologie del terzo trimestre sono più
frequenti e spesso possono essere imprevedibili, prima tra tutti: il parto
prematuro. Non si dimentichi infatti che la sua incidenza in Italia è ormai da
molti anni ferma al 7%. Vi consiglierei quindi per migliori risultati di
consultare il Calendario di Frate Indovino o se conoscete il vostro segno
zodiacale e l’ascendente di rivolgervi a Paolo Fox che mi pare di questi tempi
sia molto ascoltato.
Vi
auguro una nascita come la immaginate invitandovi ad esigere gli spazi e i
tempi che ad ognuna di voi e al vostro bambino sono dovuti.”
Fonte: www.youreduaction.it
lunedì 14 gennaio 2019
LA CRETA: UN MATERIALE VIVO E PREZIOSO SIA IN AMBITO PEDAGOGICO CHE PSICOLOGICO
La manipolazione della
creta apre alla possibilità di molteplici esperienze emotive e sensoriali, per grandi
e piccini.

Anche per gli adulti la manipolazione della
creta è uno strumento prezioso di narrazione.
Nel corso di una terapia
psicoterapia per esempio, manipolare la creta, grazie alla sua potenzialità
plastica, è un’esperienza affascinante di sperimentazione sensoriale che
racconta qualcosa del modo che ciascuno ha di entrare in contatto, nella vita,
con ciò che lo circonda: aiuta a prendere consapevolezza delle capacità (o
difficoltà) relazionali e dei modelli operativi interni (la visione che
ciascuno ha di se stesso e degli altri e, quindi, le aspettative esistenziali
di ciascuno a partire da tali vissuti).
La creta è un potente
mezzo per portare alla luce i vissuti
emotivi più profondi, e può facilitare l’espressione delle diverse parti e delle
sfumature del mondo emotivo di ciascuno, aiutando anche in terapia non solo il
dialogo interiore ma anche quello che coinvolge il terapeuta e quindi è un
utile strumento che arricchisce lo spazio e il tempo della terapia di contenuti:
la creta oggettivizzando e rendendo visibile ed esterno un contenuto emotivo
interno non fa altro che rendere possibile la trasformazione di contenuti emotivi immateriali in oggetti concreti
che possono diventare nuovo materiale su cui si può concentrare il lavoro
terapeutico, che consisterà nell’attivazione di un passaggio dalle immagini
concrete a quelle metaforiche.
La possibilità di
rendere “visibile” un vissuto interiore spesso confuso e doloroso, consente di poterlo
decifrare e facilita il superamento di una situazione emozionale confusa che
riesce, con la guida del terapeuta, ad approdare ad una dimensione di maggiore “ordine”
e coerenza.
In conclusione possiamo
dire che la creta consente a grandi e piccini, nei diversi contesti in cui il
suo utilizzo può essere sperimentato, un’esperienza sensoriale capace di
favorire la crescita personale tramite il processo del “dare forma” ad una “non
forma”.
26 GENNAIO ORE 15.30
LABORATORIO CREATIVO E SENSORIALE CON LA CRETA
conducono
Dott.ssa Maddalena Alemani- Pedagogista/educatrice formata nel Metodo Montessori
Dott.ssa Marzia Montinaro- Psicologa clinica/Psicoterapeuta sistemico-familiare
Presso Il Filo di
Perle Arluno
Affrettati a
prenotare: posti limitati!
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PEDAGOGIA,
PSICOLOGIA
Ubicazione:
20010 Arluno MI, Italia
giovedì 10 gennaio 2019
LA RELAZIONE TRA FRATELLI
La relazione che abbiamo con i nostri
fratelli è la più lunga che noi esseri umani possiamo conoscere nella nostra
vita per cui ovviamente ha una grande rilevanza.
E’ una relazione caratterizzata
da unicità in quanto basata sulla condivisione del patrimonio genetico, dell’ambiente
culturale e di esperienze precoci comuni all’interno della famiglia.
Minuchin diceva che il gruppo dei
fratelli è il primo laboratorio sociale
dove i bambini possono abituarsi alle relazioni tra individui della stessa
generazione.
I fratelli e le sorelle sono i nostri primi “pari”
e rappresentano importanti oggetti di odio e di amore, si litiga con loro ma
sono, allo stesso tempo, le prime figure con cui ci identifichiamo e che ci
indicano ciò che siamo e ciò che vogliamo o non vogliamo essere: il rapporto fraterno aiuta nello sviluppo
della personalità e dell’identità (processi di identificazione, di imitazione,
di modellamento).
Nei rapporti quotidiani con i
fratelli affetto e rivalità sono due facce della stessa medaglia: è nella
relazione con i fratelli che si impara a preoccuparsi dell’altro e a prendersi
cura di lui; è nel gioco che si impara la capacità di agire in modo coordinato nel rispetto dei turni, il rapporto
fraterno garantisce sostegno reciproco (attraverso
l’attaccamento, l’accudimento, l’aiuto in situazioni particolari).
La relazione fraterna può
facilitare l’acquisizione di abilità sociali come l’empatia che è la capacità che permette di entrare in sintonia
emotiva con un’altra persona e di comprendere meglio i suoi stati d’animo; è
una competenza fondamentale e si acquisisce con lo sviluppo. Secondo gli studi
di Dunn i bambini già prima dell’anno
sono sensibili al pianto e alla sofferenza dei fratelli, verso i 18 mesi manifestano
le prime iniziative positive dirette al fratello sofferente e verso i due anni
imparano che se un sistema non funziona se ne può tentare un altro. Ciò permette
lo sviluppo della Teoria Della Mente:
possedere una teoria della mente significa attribuire stati mentali, cioè
desideri, emozioni e intenzioni a se stessi e agli altri e, in base a ciò,
prevedere che le persone si comporteranno in base ai propri stati interni, a
ciò che desiderano, pensano e sentono. Tutto ciò ci permette di muoverci all’interno
dell’ambiente relazionale poiché ci comportiamo in conseguenza a ciò che ci
aspettiamo che gli altri si aspettano da noi, e a ciò che pensiamo che gli
altri faranno.
La relazione tra fratelli si
costruisce e si esplica in ambito familiare, ma costituisce quindi un prototipo
per le altre relazioni extrafamiliari.
La relazione fraterna è una
importante “palestra” relazionale che offre la possibilità ai bambini di
imparare l’assertività e la capacità di vivere
e risolvere il conflitto relazionale: tramite il conflitto con i fratelli si
impara a conoscere il limite di ciò che è permesso e ad affermarsi nel gruppo
dei pari.
è
SAVE THE
DATE
26/1 ORE 10-12
partecipa all’incontro Presso il Filo Di
Perle
GELOSIE TRA FRATELLI:
quando i nuovi arrivati si fanno strada e i più grandi si
fanno sentire!
Ubicazione:
20010 Arluno MI, Italia
martedì 8 gennaio 2019
LE PERLE DEL SABATO MATTINA
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