giovedì 10 gennaio 2019

LA RELAZIONE TRA FRATELLI




La relazione che abbiamo con i nostri fratelli è la più lunga che noi esseri umani possiamo conoscere nella nostra vita per cui ovviamente ha una grande rilevanza.

E’ una relazione caratterizzata da unicità in quanto basata sulla condivisione del patrimonio genetico, dell’ambiente culturale e di esperienze precoci comuni all’interno della famiglia.

Minuchin diceva che il gruppo dei fratelli è il primo laboratorio sociale dove i bambini possono abituarsi alle relazioni tra individui della stessa generazione.

I fratelli e le sorelle sono i nostri primi “pari” e rappresentano importanti oggetti di odio e di amore, si litiga con loro ma sono, allo stesso tempo, le prime figure con cui ci identifichiamo e che ci indicano ciò che siamo e ciò che vogliamo o non vogliamo essere: il rapporto fraterno aiuta nello sviluppo della personalità e dell’identità (processi di identificazione, di imitazione, di modellamento).

Nei rapporti quotidiani con i fratelli affetto e rivalità sono due facce della stessa medaglia: è nella relazione con i fratelli che si impara a preoccuparsi dell’altro e a prendersi cura di lui; è nel gioco che si impara la capacità di agire in modo coordinato nel rispetto dei turni, il rapporto fraterno garantisce sostegno reciproco (attraverso l’attaccamento, l’accudimento, l’aiuto in situazioni particolari).

La relazione fraterna può facilitare l’acquisizione di abilità sociali come l’empatia che è la capacità che permette di entrare in sintonia emotiva con un’altra persona e di comprendere meglio i suoi stati d’animo; è una competenza fondamentale e si acquisisce con lo sviluppo. Secondo gli studi di Dunn  i bambini già prima dell’anno sono sensibili al pianto e alla sofferenza dei fratelli, verso i 18 mesi manifestano le prime iniziative positive dirette al fratello sofferente e verso i due anni imparano che se un sistema non funziona se ne può tentare un altro. Ciò permette lo sviluppo della Teoria Della Mente: possedere una teoria della mente significa attribuire stati mentali, cioè desideri, emozioni e intenzioni a se stessi e agli altri e, in base a ciò, prevedere che le persone si comporteranno in base ai propri stati interni, a ciò che desiderano, pensano e sentono. Tutto ciò ci permette di muoverci all’interno dell’ambiente relazionale poiché ci comportiamo in conseguenza a ciò che ci aspettiamo che gli altri si aspettano da noi, e a ciò che pensiamo che gli altri faranno.

La relazione tra fratelli si costruisce e si esplica in ambito familiare, ma costituisce quindi un prototipo per le altre relazioni extrafamiliari.

La relazione fraterna è una importante “palestra” relazionale che offre la possibilità ai bambini di imparare l’assertività e la capacità di vivere e risolvere il conflitto relazionale: tramite il conflitto con i fratelli si impara a conoscere il limite di ciò che è permesso e ad affermarsi nel gruppo dei pari.



è SAVE THE DATE

26/1 ORE 10-12

partecipa all’incontro Presso il Filo Di Perle


                                              GELOSIE TRA FRATELLI:
quando i nuovi arrivati si fanno strada e i più grandi si fanno sentire!

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