La relazione che abbiamo con i nostri
fratelli è la più lunga che noi esseri umani possiamo conoscere nella nostra
vita per cui ovviamente ha una grande rilevanza.
E’ una relazione caratterizzata
da unicità in quanto basata sulla condivisione del patrimonio genetico, dell’ambiente
culturale e di esperienze precoci comuni all’interno della famiglia.
Minuchin diceva che il gruppo dei
fratelli è il primo laboratorio sociale
dove i bambini possono abituarsi alle relazioni tra individui della stessa
generazione.
I fratelli e le sorelle sono i nostri primi “pari”
e rappresentano importanti oggetti di odio e di amore, si litiga con loro ma
sono, allo stesso tempo, le prime figure con cui ci identifichiamo e che ci
indicano ciò che siamo e ciò che vogliamo o non vogliamo essere: il rapporto fraterno aiuta nello sviluppo
della personalità e dell’identità (processi di identificazione, di imitazione,
di modellamento).
Nei rapporti quotidiani con i
fratelli affetto e rivalità sono due facce della stessa medaglia: è nella
relazione con i fratelli che si impara a preoccuparsi dell’altro e a prendersi
cura di lui; è nel gioco che si impara la capacità di agire in modo coordinato nel rispetto dei turni, il rapporto
fraterno garantisce sostegno reciproco (attraverso
l’attaccamento, l’accudimento, l’aiuto in situazioni particolari).
La relazione fraterna può
facilitare l’acquisizione di abilità sociali come l’empatia che è la capacità che permette di entrare in sintonia
emotiva con un’altra persona e di comprendere meglio i suoi stati d’animo; è
una competenza fondamentale e si acquisisce con lo sviluppo. Secondo gli studi
di Dunn i bambini già prima dell’anno
sono sensibili al pianto e alla sofferenza dei fratelli, verso i 18 mesi manifestano
le prime iniziative positive dirette al fratello sofferente e verso i due anni
imparano che se un sistema non funziona se ne può tentare un altro. Ciò permette
lo sviluppo della Teoria Della Mente:
possedere una teoria della mente significa attribuire stati mentali, cioè
desideri, emozioni e intenzioni a se stessi e agli altri e, in base a ciò,
prevedere che le persone si comporteranno in base ai propri stati interni, a
ciò che desiderano, pensano e sentono. Tutto ciò ci permette di muoverci all’interno
dell’ambiente relazionale poiché ci comportiamo in conseguenza a ciò che ci
aspettiamo che gli altri si aspettano da noi, e a ciò che pensiamo che gli
altri faranno.
La relazione tra fratelli si
costruisce e si esplica in ambito familiare, ma costituisce quindi un prototipo
per le altre relazioni extrafamiliari.
La relazione fraterna è una
importante “palestra” relazionale che offre la possibilità ai bambini di
imparare l’assertività e la capacità di vivere
e risolvere il conflitto relazionale: tramite il conflitto con i fratelli si
impara a conoscere il limite di ciò che è permesso e ad affermarsi nel gruppo
dei pari.
è
SAVE THE
DATE
26/1 ORE 10-12
partecipa all’incontro Presso il Filo Di
Perle
GELOSIE TRA FRATELLI:
quando i nuovi arrivati si fanno strada e i più grandi si
fanno sentire!
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