venerdì 1 marzo 2019

"MAMMA UOVO" -LA FAVOLA ILLUSTRATA CHE SPIEGA LA MALATTIA AI BAMBINI


Affrontare il tema della malattia con i propri figli è spesso per i genitori motivo di paura e reticenza. Mancano le parole, il coraggio di mostrarsi deboli e di porre i bambini di fronte a un “mostro” che può spaventarli o peggio ancora traumatizzarli. Ma davanti alle loro domande curiose e alla loro voglia di sentirsi partecipi, il silenzio e le spiegazioni confuse di una mamma o di un papà hanno un effetto negativo perché paradossalmente lasciano i piccoli soli nel fronteggiare questo grande scoglio.

A stimolare e creare una comunicazione serena tra genitori malati e figli arriva “Mamma Uovo, la malattia spiegata a mio figlio”.


Edito dalla casa editrice Marotta&Cafiero nel 2015, ideato dalle psiconcologhe Gabriella De Benedetta e Silvia D’Ovidio e da Antonello Pinto, ematologo e oncologo all’Istituto Nazionale Tumori di Napoli “G. Pascale”, con le illustrazioni di Sergio Staino, il libro è stato seguito da una versione maschile, “Papà Uovo, la malattia spiegata a mio figlio” e da un film d’animazione realizzato da Tech4Care.

La favola racconta la malattia di una mamma vista con gli occhi del figlio, Giorgio. Ad aprire la storia è una citazione di G. K. Chesterton, scrittore e giornalista inglese:


Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi. 

Proprio come sostiene l’autore, la vicenda di Giorgio e della sua famiglia mostra come una malattia possa essere affrontata con tranquillità, e a volte sconfitta. Grazie alla penna di Staino, le parole, anche le più pesanti, si vestono di leggerezza, colore e semplicità e accompagnano la narrazione dei momenti più incisivi.

L’ospedale e l’esercito dei piccoli Chemio

Anche l’impatto con un ambiente freddo e triste come l’ospedale può segnare negativamente un bambino. Ma il segreto sta nel rendere il contatto con la realtà più colorato, divertente, gestibile. A Giorgio viene spiegato che il sangue all’interno contiene tantissime cellule, alcune buone (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), alcune cattive (microbi), tra cui si scatena una guerra a cui prendono parte gli aiutanti dei dottori: i “Chemio”. Staino li rappresenta con stelline vivaci dal sorriso simpatico che conquista immediatamente chi legge e aiuta ad acquisire fiducia nella cura a cui è sottoposto il genitore. Le battaglie nel sangue durante la chemioterapia e l’arrivo delle infezioni provocano gli effetti collaterali tipici: tra i più visibili e d’impatto, la caduta dei capelli. E così cade ogni velo tra madre e figlio nella tenerissima scena in cui il piccolo fa un complimento alla mamma nonostante la sua testa somigli a un uovo, appunto: «Sei tanto bella anche così, mamma».




I processi che avvengono nel corpo umano durante la chemioterapia e gli effetti collaterali di essa sono spiegati con parole e immagini adatte ai bambini: questo è il vero intento del progetto. Non sempre il bambino reagisce bene: preso da un mix di emozioni tra cui la rabbia, lo sconforto, l’impotenza e la paura, prende a calci i giocattoli, strilla e piange perché non vuole che la madre stia in ospedale, si arrabbia quando si presentano ricadute o la chemioterapia non funziona. Ma tutto ciò serve a stimolare l’espressione di tali sensazioni, affinché non siano represse ma piuttosto esternate e incanalate nella giusta direzione.

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